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Magri con una puntura: quando si sposta il focus dalla salute alla “bellezza”


Una nuova pandemia potrebbe colpire l’umanità già nel 2035. Non si tratta di un virus, ma dell’obesità. Che, proprio in quell’anno si stima riguarderà un abitante del pianeta su due. Una vera e propria emergenza, che necessita di una svolta radicale: “cambiare le prospettive: parliamo di obesità per migliorare l’approccio all’alimentazione”, così come è il messaggio della Giornata mondiale dell’obesità che si festeggia oggi, 4 marzo. Ma c’è chi non “punta” solo e semplicemente a migliorare il cibo che si mette in tavola o lo stile di vita, ma che in nome del “tutto e subito” vuole il miracolo con poco. E il miracolo sembra esistere: un farmaco iniettabile, la semaglutìde, brevettato dalla casa farmaceutica danese Novo Nordisk, sviluppato da un decennio per curare il diabete di tipo 2 e utilizzato per contrastare l’obesità resistente, che in sostanza promette di dimagrire, ma senza diete. Una buona notizia certo per chi lotta contro queste malattie e un prezioso alleato per la comunità scientifica che, cauta, pensa possa risolvere la pandemia di obesità del futuro. Ma nel frattempo, però, la “puntura che fa dimagrire” è diventata un vero e proprio fenomeno di costume che sta facendo letteralmente impazzire le celebrità di Hollywood, che lo usano “off-label”, cioè fuori dalle indicazioni della scheda tecnica facendo schizzare il valore di mercato di Novo Nordisk.

A ruba un farmaco sviluppato per curare il diabete di tipo 2

Fenomeno in Usa e i divieti in Italia

Almeno negli Usa, però, dove il farmaco più noto a base di semaglutìde ha persino uno spot tv. Qui in Italia, invece, la normativa sulla pubblicità di farmaci vieta anche a un articolo come questo, ad esempio, di citarne il nome. E così Oltreoceano, tra star che ammettono, soddisfatte, l’utilizzo, come Elon Musk, e celebrity che negano, nelle farmacie è spesso introvabile: negli Usa, nel 2022, è stata la 129ª medicina più prescritta, a 4 milioni di pazienti. Da noi appunto solo qualche fashion victim se lo procura via Internet, rischiando, o tramite amici negli Usa. Anche perché il costo è proibitivo: per ora va dai 900 ai 1.300 dollari al mese negli Usa, in Italia un po’ meno. 

Ma al di là di chi può o meno permetterselo, va ricordato che si tratta di un farmaco. E anche se “off label”, va assunto sotto controllo medico.

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Come funziona

Il semaglutìde si somministra, infatti, con iniezioni sottocutanee nell’adipe addominale. Come dicevamo si utilizza per i diabetici di tipo 2 nei quali ha causato pazienti cali ponderali fino al 15%. Uno studio del New England Medical Journal, datato novembre 2022, ne compara gli effetti, sull’obesità resistente, alla chirurgia bariatrica.

Il semaglutìde, infatti, è un agonista del recettore del glp-1, un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina. Migliora il controllo glicemico, inibisce la fame e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Insomma, fa dimagrire. Così molti medici negli Stati Uniti hanno iniziato a prescriverla anche a chi non è obeso, né diabetico, né pre-diabetico…

 

Serve molto cautela

Ma attenzione: «Non ci sono studi completi su cosa accade ai pazienti non diabetici – dice Stefano Erzegovesi, psichiatra, nutrizionista e divulgatore scientifico al Corriere della Sera – Ci va molta cautela. Ci si scordi di prenderlo per buttare giù la pancetta. Fa invece sperare per la lotta all’obesità resistente: quella cioè che resiste a un trattamento multidisciplinare, di nutrizionista, psicologo e medico insieme».