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Quanto è importante la giusta dieta per un calciatore


Allenamenti, tecnica, tattica, motivazione, impegno, talento e concentrazione. Sono tanti i fattori che condizionano le performance dei calciatori nel corso della stagione e di una intera carriera sportiva. Ma tra gli elementi fondamentali per raggiungere l’eccellenza in termini di prestazioni atletiche c’è senza dubbio la giusta alimentazione. Campioni chiacchierati del calibro di Cristiano Ronaldo e Messi seguono diete ferree affinchè possano esaltare il loro rendimento in campo. E i risultati raggiunti nel tempo dimostrano che la componente nutrizionale gioca un ruolo cruciale.

La buona alimentazione è propedeutica alla corretta preparazione atletica e consente non solo al singolo ma all’intera squadra di performare meglio nel corso della competizione. Per questo sempre più squadre si affidano a nutrizionisti specializzati in campo sportivo.

Una buona preparazione consentirá alla squadra e ai singoli giocatori di rankare con maggior facilitá nel corso della stagione e, di certo, di consentire al club di raggiungere i risultati prefissati, secondo le attese comuni da parte dei professionisti del settore e le previsioni dei siti scommesse, i cui quotisti devono essere sempre attenti ai più minimi dettagli. Non da meno la preparazione atletica dei calciatori.

Cristiano Ronaldo, in arte CR7, che per adesso ha scelto di chiudere la propria carriera agonistica in Arabia Saudita, all’Al-Nassr Football Club, è l’atleta che ha fatto dell’attenzione maniacale al suo corpo uno dei personalissimi marchi di fabbrica. Allenamenti durissimi e focus ossessivo sull’alimentazione. “Mi concentro nel mangiare cibi sani come frutta e verdura fresca, cereali integrali e tante proteine”, aveva affermato recentemente la stella portoghese, al punto che questa strategia nutrizionale gli ha permesso di mantenere un’età biologica di circa 10 anni inferiore a quella riportata sulla carta d’identità. Anche per questo è riuscito a fare la differenza per così tanto tempo. La dieta di Cristiano è studiata per contrastare il fisiologico calo metabolico con un’attenta scelta dei cibi ed una precisa routine quotidiana. Ecco i tre principi cardine: sei pasti al giorno, ogni 3-4 ore, per soddisfare l’alta richiesta nutrizionale e sostenere il consumo metabolico; cereali integrali, frutta fresca, proteine magre, tanto pesce (come pesce spada, spigola, orata e baccalà) e tanta insalata; zero alimenti “trattati” e bibite zuccherate: alcool con molta moderazione. Tutto è sempre accompagnato da moltissima acqua, quasi tre litri al giorno per essere sempre idratato.

Tra le stelle del calcio globale non poteva certamente mancare Leo Messi, fresco di Coppa del Mondo con la sua Argentina. Icona del Barcellona, sei volte Pallone d’oro, e adesso stella del PSG, Messi è uno degli atleti vegani del panorama calcistico. Secondo Andrea Buccarini, biologo, nutrizionista sportivo, quella vegana abbracciata da Messi, ma anche da altri calciatori del campionato italiano tipo Chris Smalling della Roma, è un’alimentazione con numerosi benefici per la salute. Uno dei primi vantaggi, spiega Buccarini, è “la riduzione del rischio di incorrere in malattie cardiache e diabete di tipo 2, ma anche abbassare la pressione sanguigna e il colesterolo “cattivo”. E secondo gli studiosi una dieta vegana può offrire potenziali benefici in termini di prestazioni atletiche grazie all’elevato contenuto di antiossidanti, polifenoli, micronutrienti, vitamina C, E. I cereali, basilari in questo regime, aiutano a mantenere costante l’energia in campo e migliorano il recupero muscolare”. L’importante però è bilanciare e introdurre una certa quantità di proteine vegetali (aminoacidi) che sostituiscano quelle animali. Inoltre, i vegani possono assumere le proteine attraverso alimenti comuni e di facile reperibilità: piselli, soia, lupini, tofu e seitan. I legumi sono un’ottima fonte proteica: ne contengono circa il doppio dei cereali e in molti casi anche più della carne. Tra i nutrizionisti della pulce, così viene scherzosamente soprannominato Messi, c’è stato anche Giuliano Poser, il medico di Sacile che con la sua dieta ferrea ha messo a dura prova il fisico dell’argentino quando era al Barca.

Tra i campioni mondiali del calcio non poteva mancare uno spicchio d’Italia. Francesco Totti, protagonista della notte azzurra di Berlino nel 2006, ha lasciato il calcio professionistico senza abbandonare le sane abitudini alimentari. “Vita da monaco e dieta da uccellino”, aveva esordito nella terza puntata della serie “Speravo de morì’ prima” su Sky. Francesco ha cambiato la sua dieta dai 21 anni, dopo l’incontro con l’allenatore Zeman. Nel tempo ha progressivamente abbandonato le insalate troppo ricche, ha eliminato dolci, biscotti, merendine e cioccolata, ridotto i fritti, privilegiato carne bianca, pesce e carboidrati conditi in modo semplice. Non è amante della cucina romana e questo lo aiuta, inoltre è quasi astemio. L’attività fisica è moderata rispetto a quella di una volta, ma continua a concedersi tornei di calcio a 8 e partite di padel.