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Il tè nero fermentato Kombucha fa davvero così bene?


Madonna, Halle Berry, Gwyneth Paltrow sono solo alcune delle star che hanno dichiarato di utilizzare il Kombucha, un antico tè nero fermentato dal sapore dolciastro e frizzantino usato da migliaia di anni in Cina e Giappone, che sembra avere proprietà benefiche grazie alla ricchezza in probiotici tanto da essere considerato da molti un elisir di lunga vita. Vero o falso? Rispondono i professionisti di Humanitas in un articolo di Humanitas Salute che pubblichiamo.

Kombucha, si o no?

Non ci sono studi scientifici

Falso. Non esistono studi scientifici che confermino o meno le proprietà benefiche del tè Kombucha, un tè nero fermentato grazie all’azione di zucchero, batteri e lieviti, che alcuni ritengono un elisir di lunga vita perché aiuterebbe a rinforzare il sistema immunitario e addirittura sarebbe efficace contro il cancro.

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Alcuni erroneamente pensano che il tè Kombucha derivi da un fungo ma, secondo quanto riporta la Mayo Clinic, Kombucha si riferisce invece alla colonia di batteri e lieviti che serve per ottenere il tè nero fermentato da cui si ricava un liquido simile all’aceto che contiene sì vitamine del gruppo B e probiotici che hanno effetti benefici sulla salute ma che nel Kombucha hanno invece dimostrato di dare luogo anche ad effetti indesiderati come nausea, vomito, reazioni allergiche e infezioni in chi lo consuma. Il risultato della fermentazione di alcune sostanze è la produzione di alcol; da qui ne deriva che non tutte le bevande e gli alimenti fermentati sono anche salutari.

 

Tra gli alimenti fermentati che hanno invece dimostrato un efficace beneficio per la salute e per il sistema immunitario, lo yogurt, meno esotico del tè nero fermentato Kombucha, ma certamente ricco di batteri “buoni” noti anche con il nome di fermenti lattici che contribuiscono all’equilibrio della flora batterica intestinale e della salute in generale.