Notizie

Dieta chetogenica: terapia efficace per pazienti epilettici farmacoresistenti?


La dieta chetogenetica

Studi scientifici confermano che la dieta chetogenica rappresenta un valido alleato per i pazienti epilettici che non rispondono alle terapie farmacologiche. Questo importante argomento è stato affrontato durante il “20 years Dr. Schär R&D Centre Conference on Ketogenic Diet: Status quo and future prospects for ketogenic nutrition therapies for drug-resistant epilepsy and GLUT1 deficiency”. L’evento ha visto la partecipazione dei principali esperti internazionali nel campo e si è svolto per celebrare il 20º anniversario del Dr. Schär R&D Centre, il centro di ricerca situato a Trieste dell’azienda leader nel settore senza glutine e nelle esigenze nutrizionali specifiche.

Dieta chetogenetica ed epilessia: una terapia nutrizionale efficace

L’epilessia è una malattia sociale che colpisce circa il 1% della popolazione, corrispondente a circa 6 milioni di persone in Europa, tra adulti e bambini. Di questi casi, il 30% viene definito farmacoresistente, il che significa che questi pazienti continuano ad avere crisi epilettiche nonostante abbiano provato almeno due farmaci specifici ad adeguata posologia. Per i pazienti epilettici farmacoresistenti, la dieta chetogenica, seguita sotto la supervisione medica, può rappresentare una terapia nutrizionale efficace per ridurre o controllare le crisi epilettiche. La letteratura scientifica riporta risultati molto incoraggianti, con una riduzione del 50% nella frequenza delle crisi epilettiche in un terzo dei pazienti e la completa scomparsa delle crisi convulsive in un ulteriore 33% delle persone interessate.

Che cos’è la dieta chetogenetica?

La terapia nutrizionale chetogenica si caratterizza per un’elevata presenza di grassi e una bassa quantità di carboidrati. Induce uno stato di chetosi costante che simula gli effetti metabolici del digiuno. L’organismo è quindi costretto a utilizzare i grassi anziché il glucosio come fonte primaria di energia, convertendoli in corpi chetonici che, secondo le ipotesi più accreditate, sarebbero in grado di ridurre l’eccitabilità dei neuroni coinvolti nella genesi delle crisi epilettiche.

Tuttavia, è importante sottolineare che la dieta chetogenica non deve essere intrapresa autonomamente, ma sotto la supervisione di un medico. Richiede esami clinici, preparazione e formazione della famiglia e un monitoraggio adeguato del paziente. In Italia, ci sono diverse strutture neuro-pediatriche che dispongono di un keto team, un’équipe interdisciplinare con un dietista esperto in dieta chetogenica. Tuttavia, queste strutture non sono ancora sufficienti per seguire tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare.

DolceVita                                                                                                                                              

La terapia nutrizionale chetogenica rappresenta un’opportunità reale per rispondere alle esigenze fondamentali dei pazienti che non hanno tratto beneficio dalle terapie farmacologiche e che non possono sottoporsi a interventi neurochirurgici. Tuttavia, affinché sia efficace, richiede un grande impegno e dedizione sia da parte del paziente che dei suoi caregiver. Una corretta formazione e informazione, insieme al supporto di un team multidisciplinare composto da neurologi, dietologi, dietisti e psicologi, sono fondamentali per garantire la conformità e l’aderenza alla dieta.

La dottoressa Virna Cerne, senior director of Global Research & Development del Dr. Schär R&D Centre, ha commentato che la terapia nutrizionale chetogenica è un settore sfidante e stimolante che apre a nuove opportunità. L’esperta poi spera che in futuro questo approccio terapeutico possa rappresentare una soluzione efficace anche per altre condizioni cliniche. Il Dr. Schär R&D Centre si dedica da 20 anni all’individuazione di soluzioni nutrizionali per persone con esigenze alimentari specifiche, con l’obiettivo di migliorare la loro vita e rendere il pasto un momento di gioia e condivisione per tutti.

Siad