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Bambini e mal d’auto: ecco cosa fare


Scientificamente si chiama cinetosi, concretamente gli effetti del mal d’auto nei bambini sono fastidiosi per chi ne soffre e per i genitori costretti a gestire un disturbo che minaccia di trasformare ogni viaggio, anche quelli su altri mezzi, dall’aereo alla nave al treno, in un calvario. Ne parla il dottor Stefano Ottolini, medico d’urgenza in Humanitas, in un articolo di Humanitas Salute che pubblichiamo.

Come contenere il mal d’auto nei bambini

Causa e sintomi

Il mal d’auto colpisce un bambino su tre ed è causato dall’ipersensibilità del centro dell’equilibrio, situato all’interno dell’orecchio. Il disturbo comincia a manifestarsi con una sensazione sgradevole generalizzata: pallore, sudorazione fredda, nausea, giramento di testa e arriva fino al vomito. Parliamo di una condizione molto diffusa dipendente dal labirinto, una piccola formazione all’interno dell’orecchio che, se stimolata dal movimento, provoca fastidi. Erroneamente si pensava che soltanto bambini e adulti fossero a rischio, mentre si è scoperto che neppure i lattanti sono risparmiati.

Il manuale del benessere

Per parare il colpo i medici del Bambin Gesù di Roma insieme con Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) hanno realizzato un manuale sul benessere e la sicurezza in auto che contiene suggerimenti per prevenire il disturbo. Le regole per prevenire e limitare i danni sono semplici. Se è assonnato o addormentato il bambino avvertirà meno il disagio. Se è sveglio, dovrà guardare in avanti, e mai di lato attraverso il finestrino il paesaggio che scorre. È meglio che il bambino viaggi digiuno e che sia sfamato di tanto in tanto con biscotti o cracker. È utile anche distrarlo con dei giochi.

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I medicinali

Al di là dei consigli strategici, resta la soluzione farmaceutica. In commercio ci sono confezioni pediatriche che sono indicate dopo il primo anno di vita. Questi medicinali appartengono alla famiglia degli antistaminici e presentano come unica controindicazione la sonnolenza. L’ efficacia dei braccialetti, invece, non poggia su alcun presupposto scientifico. Nonostante questo, non se ne può escludere l’utilità, dato che, in certi casi, funzionano e non presentano effetti collaterali.