Notizie

App per dimagrire: la tecnologia può aiutare a perdere peso?

[ad_1]

Anche la tecnologia può essere d’aiuto quando affrontiamo un forte cambiamento nel nostro stile di vita. Esistono numerosissime applicazioni per smartphone dedicate a chi cerca un aiuto concreto nel momento in cui inizia una dieta dimagrante. Questi dispositivi offrono la possibilità di monitorare in modo semplice e immediato la propria alimentazione, il proprio peso corporeo e il livello di attività fisica svolta. Ma sono davvero un aiuto per chi è in sovrappeso? Humanitas Salute ne ha parlato in un’intervista con Martina Mura, dietista di Humanitas, di cui riportiamo integralmente il testo.

App per perdere peso: aiutano davvero?

Le app che ci aiutano a perdere peso sono in grado di fare moltissime cose: dall’inviare messaggi personalizzati via sms o e-mail per ricordare e motivare il soggetto, ricordando gli obiettivi che si è prefissato, o addirittura commentare i risultati ottenuti. Un sistema di questo tipo può certamente aiutare. Come tutte le novità, però, dopo pochi mesi rischia di non essere sufficiente se l’utilizzatore non ha veramente chiari i propri piani e soprattutto se non è seguito da un medico specializzato in nutrizione. Diversi studi hanno messo in luce che un utilizzo costante delle app per dimagrire aiutano a raggiungere un maggiore calo ponderale se inserite in un contesto di un programma clinico per perdere peso corporeo, ma le differenze nel risultato raggiunto tra chi usa app e chi invece si basa su tecniche più tradizionali per raggiungere l’obiettivo non variano in modo significativo. La cosiddetta mobile Health potenzialmente rappresenta quindi un grande contributo, purché le app dedicate siano disegnate in modo rigoroso e validate scientificamente e che il soggetto che deve perdere peso sia sempre monitorato da uno specialista della nutrizione nel suo programma di dimagrimento.

DolceVita

Una novità in ambito sanitario

La salute “elettronica”, basata su tutti i dispositivi di comunicazione come i computer o i satelliti per la condivisione di informazioni medico-sanitarie, è un ambito in piena espansione. Lungi dal vederla come l’ennesimo capriccio tecnologico, gli scienziati la stanno trattando come una novità dal grande potenziale che, anche dal punto di vista del risparmio sulla spesa sanitaria, potrebbe permettere di sviluppare interessanti scenari futuri. Secondo recenti stime, oltre la metà degli adulti possiede uno smartphone negli Stati Uniti, nel regno Unito e in Australia e dati simili si riscontrano anche in Italia: un recente rapporto Censis ha fatto emergere che oggi gli smartphone sono utilizzati regolarmente dal 52,8% degli italiani.

 

L’app può sostituirsi al medico?

«Fermo restando che un’app per essere funzionale a un obiettivo come la perdita di peso – ha concluso Mura – deve essere costruita in modo rigoroso e la sua applicazione validata scientificamente. Importante è sottolineare che nessun dispositivo tecnologico sarà mai in grado di sostituirsi alla figura di uno specialista». Secondo uno studio condotto dal Comitato Nazionale di Bioetica sono almeno 100mila le applicazioni della categoria “Health & Fitness” oggi disponibili sul mercato. A questa categoria costantemente in crescita appartengono tutte le applicazioni destinate a tenere sotto controllo lo stile di vita, l’attività sportiva e le calorie consumate. Il consiglio, per chi vuole prendersi cura della propria salute, resta quindi quello di rivolgersi a uno specialista e, solo in seconda battuta, ad una applicazione scelta però con criterio e consapevolezza nell’ampio panorama di quelle proposte dal mercato.



[ad_2]